domenica 12 ottobre 2025

Recuperare il filo perduto: un viaggio tra le storie dimenticate che tengono in vita l’umanità

Sabato 11 ottobre 2025, ore 18.30, presso “I Giardini di Eracle” la presentazione del libro “Prima che la polvere si depositi” del prof. Carmelo SANTONOCITO.


Il prof. Carmelo Santonocito presenta "Prima che la polvere si depositi"

In un’epoca in cui il tempo sembra scorrere a velocità vertiginosa e ogni giorno ci lasciamo alle spalle frammenti di memoria senza neppure accorgercene, arriva un libro che non si limita a raccontare: si ferma, ascolta, ricorda. È un’opera necessaria, urgente, quasi un atto di resistenza silenziosa contro l’oblio collettivo che sta divorando non solo il passato, ma anche il senso stesso del nostro stare insieme.

Il libro, nato da un profondo desiderio di restituire dignità a ciò che il mondo contemporaneo ha espulso, ci conduce per mano tra le vite di uomini e donne “piccoli” solo agli occhi di una storia scritta con la S maiuscola. Sono loro, infatti, i veri protagonisti di questo racconto: contadini, artigiani, madri di famiglia, insegnanti di paese, custodi di saperi orali, tessitori di relazioni umane. Persone che, con la loro quotidianità, hanno costruito comunità solide, fondate su valori oggi considerati obsoleti — la condivisione, la cura, la lentezza, la parola data.

L’autore non si limita a descrivere un mondo perduto. Piuttosto, ne traccia il ritratto con la delicatezza di chi sa che ogni dettaglio, ogni gesto ripetuto per generazioni, racchiude un senso più profondo. Quel “filo della tradizione”, nel suo significato etimologico di tradere — trasmettere — è ciò che oggi manca più di ogni altra cosa. Senza di esso, le storie si sgretolano, i legami si spezzano, e il presente diventa un deserto emotivo e spirituale.

In queste pagine, il lettore incontra vite che sembrano appartenere a un’altra epoca, eppure sono accadute solo ieri. Storie di solidarietà spontanea, di feste di paese che duravano giorni, di scambi non mediati dal denaro, di sguardi che si incrociavano senza bisogno di schermi. Racconti che oggi suonano “incredibili”, non perché siano fantasiosi, ma perché il nostro orizzonte temporale si è talmente ristretto da non riuscire più a riconoscere come possibili modi di vivere che pure esistevano fino a pochi decenni fa.

Ma questo libro non è solo un omaggio al passato. È anche, e soprattutto, una proposta per il futuro. L’autore suggerisce, con discrezione ma fermezza, che quegli stili di vita — apparentemente superati — possano contenere l’antidoto a un nichilismo sempre più pervasivo, capace di svuotare l’esistenza di ogni significato. In un mondo che corre verso l’individualismo estremo, la frammentazione sociale e la perdita di ogni radice, riscoprire la forza della comunità, del racconto condiviso, della memoria collettiva non è nostalgia: è sopravvivenza.

Leggere queste pagine è come riannodare un filo interrotto. È un invito a rallentare, a ricordare, a riconoscere che ogni vita, per quanto “piccola”, contribuisce alla grande trama dell’umanità. E forse, proprio in quei gesti dimenticati, in quelle voci silenziate dal frastuono del presente, risiede la chiave per ricostruire un senso — non solo del passato, ma anche del domani.

Un libro da leggere, certo. Ma soprattutto da custodire, condividere, e tramandare. Perché, come ci ricorda l’autore, finché una storia viene raccontata, non è mai veramente finita.

Il Giardino di Eracle, fortemente voluto dal dott. Salvatore BORRELLI si dimostra, ancora una volta, solido centro di confronto e condivisione culturale. L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sul canale Youtube “E20 Reggio Calabria”.

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